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Adolescenza: compiti di sviluppo e strategie di coping

Adolescenza: compiti di sviluppo e strategie di coping

Gli adolescenti sono in grado di affrontare in modo produttivo e senza drammatiche tensioni i compiti di sviluppo tipici della fase adolescenziale. È importante però che i compiti si presentino uno alla volta in successione.

Gli adolescenti hanno così il tempo necessario per “recuperare le forze”, consolidare gli apprendimenti e sviluppare nuove risorse cognitive, affettive e strumentali necessarie per affrontare il compito di sviluppo successivo.

Invece, quando molti compiti di sviluppo si presentano tutti in una volta e in uno stesso breve periodo di tempo, gli adolescenti hanno spesso difficoltà ad affrontarli e risolverli con successo (Coleman J.C., 1974, cit. in Palmonari A., 1993). Pensiamo per esempio ai ragazzi e alle ragazze che devono assumere responsabilità familiari a causa della morte di uno o di tutti e due i genitori. Pensiamo ai ragazzi e alle ragazze che, loro malgrado, si trovano coinvolti nei conflitti dei genitori separati o divorziati. O ancora pensiamo ai ragazzi e alle ragazze che abbandonano la scuola per inserirsi precocemente nel mondo del lavoro o nel peggiore dei casi né studiano né lavorano. Sono i cosiddetti Neet, i Neither in Employment or in Education or Training (non studiano, non lavorano, non si formano).

Le persone devono affrontare compiti di sviluppo in tutte le fasi del ciclo di vita. Esistono compiti ricorrenti e compiti non ricorrenti. I primi sono quelli che si presentano costantemente come per esempio costruire buone relazioni. I secondi si presentano esclusivamente in determinati periodi del ciclo di vita. Quindi sono compiti non ricorrenti quando esiste un momento ben preciso per affrontarli. Imparare a parlare e camminare nella prima infanzia è un compito evolutivo non ricorrente così come nell’adolescenza è un compito evolutivo non ricorrente impegnarsi per essere indipendenti dalla famiglia e per definire i propri obiettivi di vita.

Ma in che modo gli adolescenti affrontano e risolvono i loro compiti evolutivi? Un modello utile per comprendere questo processo è quello elaborato da Lazarus (Lazarus R.S., 1966) centrato sulla nozione di coping (capacità di far fronte). Generalmente quando ci troviamo di fronte a una situazione di stress psicologico, quando cioè le richieste ambientali superano le nostre capacità di risposta, cerchiamo di affrontare il problema valutando prima la situazione, le risorse esistenti e quelle da cercare e infine scegliendo le soluzioni migliori fra quelle individuate. In definitiva tentiamo con un processo di problem solving di “cambiare la situazione” e risolvere così il problema. Oltre alla risposta di coping positivo adattativo “cambiare la situazione” ci sono altre risposte che rappresentano invece un coping negativo non adattativo:

  1. negare il problema
  2. fuggire (anche fisicamente)
  3. essere aggressivi nei confronti di chi (secondo noi) ha causato il problema.

Come sappiamo non tutti gli adolescenti affrontano i compiti di sviluppo allo stesso modo. Questo avviene perché entrano in gioco aspetti biologici, culturali, sociali e psicologici variamente interconnessi tra loro.

Le modalità di coping positivo e coping negativo oltre a essere influenzate dal contesto risultano essere relativamente stabili soprattutto quando sono maggiormente coinvolti fattori legati alla personalità. L'adolescenza (che va dai 12 ai 19 anni circa) è il periodo dello sviluppo in cui si consolidano le personali strategie di coping. Lo stile di vita nella fase post-adolescenziale sembra essere fortemente correlato alle competenze e abilità sviluppate proprio nel periodo precedente.

In altre parole quando i ragazzi e le ragazze portano a termine con successo i loro compiti di sviluppo utilizzando appropriate strategie di coping positivo si realizza un ampliamento del senso di empowerment personale e aumenta la probabilità che i successivi compiti di sviluppo vengano affrontati in modo adeguato e senza troppo stress.

Fonti:

  • Charmet G. P., (2000), I nuovi adolescenti, Cortina Edirore. Milano.
  • Erikson E.H., (1968), Infanzia e società, Armando, Roma.
  • Lancini M., (2020), Cosa serve ai nostri ragazzi. I nuovi adolescenti spiegati ai genitori, agli insegnanti, agli adulti, UTET Editore.
  • Lancini M., Madeddu F., (2014), Giovani adulti, Cortina Edirore, Milano.
  • Lazarus, R.S., (1966), Psychological stress and the coping process, McGrawHill, New York.
  • Palmonari A., (1993), Identità concetto di sé e compiti di sviluppo, in A. Palmonari, (a cura di), Psicologia dell'adolescenza, Il Mulino, Bologna.
  • Sugarman L., (2003), Psicologia del ciclo di vita, Cortina Edirore, Milano.
  • Zani B., Cicognani E., (a cura di), (1999), Le vie del benessere. Eventi di vita e strategie di coping, Edizioni Carocci, Roma.

Immagine: Adobe Stock