Iniziare una psicoterapia significa entrare in un percorso fatto di ascolto, valutazione clinica e scelte consapevoli. Ecco passo dopo passo, come lavoro con i pazienti: dalla prima seduta alla psicodiagnosi, fino al contratto terapeutico.
1. La prima seduta: accoglienza, ascolto e comprensione
Dal primo incontro il paziente deve poter percepire un clima di rispetto, accoglienza empatica e disponibilità autentica all’ascolto.
È uno spazio protetto in cui esprimere con tranquillità e spontaneità i problemi, le preoccupazioni e le motivazioni che hanno portato a richiedere un colloquio clinico.
Durante questa fase iniziale il paziente può:
- raccontare le difficoltà che sta vivendo
- chiarire dubbi, aspettative e timori
- superare pregiudizi o false credenze sulla psicoterapia
- formarsi un’idea adeguata del terapeuta e dell’eventuale percorso terapeutico
L’obiettivo è creare una relazione di fiducia e un contesto sicuro e non giudicante in cui la persona possa sentirsi compresa e rispettata.
2. La psicodiagnosi: fino a cinque colloqui per comprendere la situazione del paziente
Dopo il primo incontro possono seguire altri colloqui, fino a un massimo di cinque, dedicati alla formulazione di una ipotesi psicodiagnostica.
Questa fase permette di raccogliere informazioni adeguate sulla situazione attuale del paziente e di comprenderne:
- capacità psicologiche (processi cognitivi e affettivi)
- punti di forza e di debolezza, potenzialità e risorse
- condizionamenti emotivi e relazionali, gestione dello stress
- problemi principali e secondari
- sintomi ed eventuali disturbi di personalità
- fattori eziologici biopsicosociali rilevanti (per esempio lutti e traumi)
Oltre al colloquio clinico, quando utile, possono essere utilizzati test psicologici.
La psicodiagnosi include anche una valutazione del contesto ambientale e socioculturale del paziente, una prognosi e l’indicazione di un eventuale percorso psicoterapeutico, con una stima della durata e del tipo di intervento più appropriato. Tuttavia, la durata globale non è definibile a priori. Obiettivi terapeutici e tempi verranno concordati e aggiornati periodicamente in funzione dell’andamento della psicoterapia. Invece, è possibile definire la durata della psicoterapia breve empowerment oriented in 4-6 mesi (16-24 sedute) a frequenza settimanale.
3. La restituzione e la formulazione del contratto terapeutico: obiettivi, motivazione e regole del percorso
Sulla base di quanto emerso nella psicodiagnosi, paziente e psicoterapeuta valutano insieme:
- la necessità e l’utilità di intraprendere una psicoterapia
- gli obiettivi immediati, intermedi e finali
- la motivazione e la disponibilità psicologica del paziente
- la possibilità di costruire una relazione terapeutica e una alleanza terapeutica
- le regole che strutturano il setting (durata e frequenza delle sedute, onorario)
Questa fase è fondamentale per definire un percorso chiaro, condiviso e rispettoso delle esigenze del paziente.
4. Il periodo di decantazione: una scelta consapevole
Dopo la restituzione, il paziente ha generalmente tre o quattro giorni per riflettere e comunicare la propria decisione di iniziare o meno la psicoterapia.
Questo periodo di “decantazione” è utile perché permette alla persona di:
- elaborare le nuove informazioni ricevute
- valutare la propria motivazione
- assumersi responsabilità nel proprio processo di cambiamento
- prendere una decisione autonoma e consapevole
Le variabili che influenzano questo processo decisionale sono molteplici (urgenza, caratteristiche di personalità, riflessione precedente, precedenti psicoterapie, letture) e variano da individuo a individuo.
In generale, viene sempre incoraggiata sia la responsabilità della propria terapia, come per esempio il rispetto delle regole del setting, sia il senso di autonomia personale nella gestione e soluzione dei problemi.
Il percorso terapeutico: principi generali
Il percorso o processo terapeutico inizia, sotto molti aspetti, già dalla prima seduta. In Q&A chiarisco perché il primo colloquio non è gratuito.
È un cammino condiviso, costruito passo dopo passo nel rispetto dei tempi, delle risorse e delle esigenze della persona. Terapeuta e paziente cooperano - ognuno secondo il proprio ruolo e responsabilità - affinché vengano perseguiti gli obiettivi terapeutici concordati. Scopo di una psicoterapia ben condotta, al di là dei diversi approcci, non è tanto la riduzione o scomparsa dei sintomi, quanto favorire significativi e duraturi cambiamenti psicologici attraverso un Sé più forte e maturo. La scomparsa dei sintomi diventa allora una conseguenza di questo processo.
Il mio approccio terapeutico in sintesi.





