Blog

la morte di una persona cara: fasi del lutto e il legame che continua

La morte di una persona cara: fasi del lutto e il legame che continua

Perdere qualcuno che amiamo è una delle esperienze più difficili della vita. La morte non interrompe solo la quotidianità: scuote le fondamenta della nostra esistenza e lascia un segno profondo sul benessere emotivo e fisico.

Il lutto non è una malattia, ma una risposta umana, naturale e dolorosa a una perdita che non si può riparare.

Col tempo, e spesso con il sostegno di chi ci è vicino, molte persone riescono ad attraversare il dolore e tornare a vivere. Ma non sempre accade così. A volte il processo si blocca, e il peso della perdita continua a farsi sentire con la stessa intensità, giorno dopo giorno.

I segnali che qualcosa non va possono essere diversi: difficoltà a dormire, fatica a concentrarsi, pensieri ricorrenti, stanchezza persistente, una tristezza che sembra non finire. E ancora: il ritiro dalla vita sociale, “tanto gli altri non capiscono” e la sensazione che tutto abbia perso senso.

Le fasi del lutto

Secondo Elisabeth Kübler-Ross, il lutto può attraversare 5 fasi:

  1. Negazione;
  2. Rabbia;
  3. Contrattazione;
  4. Depressione;
  5. Accettazione

Come ricorda l’autrice in “La morte e il morire” queste fasi non seguono un ordine lineare: si alternano, si sovrappongono, ritornano "a ondate". Quindi è più importante comprendere come le viviamo piuttosto che aspettarsi un percorso ordinato.

Quando c’è un blocco in una di queste fasi, si può parlare di “lutto complicato o lutto non risolto”, una condizione riconosciuta clinicamente come “disturbo da lutto persistente e complicato” (DSM-5, 2013) con ricadute importanti sia nella vita personale sia in quella lavorativa.

Il legame che continua

La relazione con la persona scomparsa non finisce con la morte: si trasforma.

Chiedere aiuto, in questi momenti, è un atto di cura verso noi stessi e verso chi abbiamo perso.

Nella Grief & Growth Therapy, una forma di terapia breve, il lavoro si concentra proprio sulla relazione con la persona amata, ci si chiede ad esempio: quale dono mi ha lasciato? Cosa mi ha insegnato?

Uno dei principi fondamentali è quello del legame che continua (continuing bond). Il lavoro terapeutico aiuta a trovare modi nuovi e appropriati per mantenere vivo quel legame attraverso ricordi significativi, valori, rituali senza che questo diventi un ostacolo alla ripresa della vita quotidiana.

Integrare la perdita nella propria storia

L'obiettivo non è "dimenticare" o "lasciare andare", ma l’opposto: integrare l'esperienza del lutto nella propria storia, trasformandola in un punto di partenza per una nuova comprensione di sé. È ciò che in psicologia viene definito crescita post-traumatica: un cambiamento profondo nel modo in cui ci vediamo e viviamo relazioni, reso possibile proprio dall'attraversamento del dolore per una perdita irreversibile.

Fonti:

  • American Psychiatric Association (2013), DSM-5, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Tr. it. Raffaello Cortina Editore, Milano 2014.
  • De Luca M. L., (2023) Psicoterapia per il lutto. La Grief and Growth Therapy: un approccio integrato, San Paolo Edizioni, Milano.
  • Klass, D., Silverman, P. R., & Nickman, (1996). Continuing bonds: New understandings of grief. Taylor & Francis.
  • Kübler-Ross, E., Kessler, D. (2014), On Grief and Grieving: Finding the Meaning of Grief Through the Five Stages of Loss, Simon and Schuster, London, UK.
  • Kübler-Ross, E. (2005), La morte e il morire, Cittadella Editrice, Assisi, (PG).
  • Solomon R.M. (2022), Lutto e EMD. Dalla diagnosi all’intervento clinico, Raffaello Cortina Editore Milano.

Immagine: Adobe Stock